luglio 10, 2015

La forma del latte

La forma del latte

L’articolo di un professore di semiotica cita le nostre creatività

Se la Apple fosse stata una azienda casearia, come sarebbe stato il packaging del suo latte? Secondo Peddy Mergui, un artista con le idee molto chiare, sarebbe stato come quello che vedete qui. Per noi è un packaging bellissimo, nel suo biancore assoluto, nella sua semplicità superlativa. Ma cosa ne penserebbero i consumatori? Riuscirebbero a intravederne i plus, ad attribuirgli fiducia? Insomma, lo acquisterebbero? Lo darebbero ai figli a colazione? Non si saprà mai, ma non sarebbe male scoprirlo.

Abbiamo reperito questa immagine in un articolo molto interessante intitolato “La forma del latte. Allusioni erotiche ed emergenze del reale”, scritto da Gianfranco Marrone (professore ordinario di Semiotica nell’Università di Palermo, oltre che saggista e scrittore) e pubblicato in “Cibo e identità culturale” (Lexia, rivista di semiotica, 19-20, giugno 2015).

Ebbene, in questo articolo appaiono anche pubblicità firmate da noi. Sì, proprio da Boomerang adv. Si tratta, in particolare, di una campagna pubblicitaria ideata e realizzata non molti anni fa per il latte fresco Sole, che ha visto come testimonial la bella attrice Francesca Chillemi. “Cresciuta a latte Sole”, recita la head-line del messaggio, che in effetti ben evidenzia, come spiega Marrone, come “il latte aiuta a crescere, e a esser belli…”. Non mancano un paio di (audaci? trasgressive?) campagne pubblicitarie create e pubblicate, anni prima, per l’Alta qualità e l’UHT Zappalà.

Eh sì, gli anni passano e volano via come il vento. Ma la buona pubblicità resta viva, impressa nelle memorie, stampata nelle pagine dei libri!

Leggi l’articolo di Gianfranco Marrone.

(Savio L.)

Curiosità
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