1-08-2023

Di Savio Lemma
(partner, manager, copy senior
Boomerang adv)

Tante cose fresche!

Un racconto immaginario e fresco da leggere sotto l’ombrellone intorno al rapporto tra memoria storica e comunicazione pubblicitaria

Riunione generale del 28 luglio 2023 intorno al tavolo ovale, al centro del quale troneggia una grossa anguria. Fuori la temperatura percepita è di 60° all’ombra, dentro il climatizzatore piange condensa e rifiuta l’opzione auto. Switchando su max la fan speed, si avvertono un rumore e una vibrazione ricorrenti a intervalli regolari, come di una rotaia afflitta da una grave marezzatura sui binari di una sperduta ferrovia del Messico.
La direttrice clienti della Businex, agenzia di comunicazione e di marketing strategico siciliana, lo guarda di sbieco. Si chiama Giulietta Duttile, è una bruna dagli occhi verdi, ha una buona dose di esperienza, sprizza empatia ma solo quando le serve. Di solito acquista solo prodotti dei clienti dell’agenzia.
È la ventola – sentenzia.
Certo!
Sicuro!
È la ventola!
Alla sua sinistra siede Masaccio Egolo, il direttore creativo, capelli fluidi, barba nera e occhiali blu e tondi da direttore creativo. È matelico di natura, vorrebbe arrotolarsi una sigaretta ma non può. Alla sua sinistra Sandro Tenore, che per ovvie ragioni tutti chiamano Sax, capelli rasi alla marine, baffi e pizzetto sale e pepe alla d’Artagnan e occhiali da professore di letteratura, copywriter senior. I tre sono i titolari dell’agenzia. Ne hanno viste tante in tanti anni che quasi nulla potrebbe turbarne la giornata e, in linea di massima, il sonno. Gli altri otto, tranne un paio, sono quasi tutti millenial, con netta predominanza femminile. Tutta gente cresciuta a pane, web e social.
Giulietta indica l’anguria e attacca: Ci ha chiamati una nuova cliente, una tipa tosta che mastica marketing e chewing gum e che somiglia a Margot Robbie, quella di Barbie. Possiede un’azienda agricola in Australia, dove coltiva grandi angurie dolcissime, che vuole distribuire anche qui.
Chewing gum?
Barbie?
Australia?
Giulietta continua imperterrita: La buona notizia è che ci chiede di creare e produrre una campagna digital per il lancio del prodotto e del brand. La meno buona è che ci chiede di programmarla in agosto, cioè entro una settimana da oggi.
Una settimana?
Agosto?
Da oggi?
Mi piace l’anguria – si esalta Sax, che come sempre non ha fatto caso allo striminzito tempo a disposizione e alla imminente chiusura estiva dell’agenzia. Ci occuperemo anche del naming?
In realtà la cliente ha già battezzato la sua anguria – gli risponde Giulietta, sorridendo beffarda. L’ha chiamata Boomerang, per via dell’origine australiana di entrambe.
Segue una pausa generalizzata di chiacchiericci e di sommessi risolini. Ruby e Vicky, le due social media manager confabulano tra loro. Siedono vicine come sempre, hanno entrambe i capelli biondi e gli occhi azzurri, sembrano sorelle e vanno d’accordissimo. Celestina, l’account, annota compita cose sul suo MacAir. È rossa e riccia, ha un braccio tatuato da figure mitologiche e indossa occhiali da sole vintage, che non sembrano ostacolarle la visione. Rebecca, la più giovane dei due graphic producer, le sussurra qualcosa all’orecchio, nonostante di solito spiccichi poche parole. Ha occhiali da vista ovali, capelli lunghi e corvini e una t-shirt bianca con un gatto nero e un miao.
Giulietta, dopo aver sbirciato e tralasciato una trentina di mail giuntale negli ultimi cinque minuti sul suo MacBook Pro, riprende il discorso: Fatto sta che la nostra meravigliosa anguria è già sbarcata in Italia.
È arrivato tra noi il Grande Cocomero! – esclama Masaccio alzando gli occhi al cielo e destando in tutti un muto interrogativo. Lui lo percepisce e snocciola un domanda infida: Sapete cos’é, vero?
Ce l’ho sulla punta della lingua! – sussurra quasi tra sé e sé Sax, che sembra attendere una sinapsi o forse si è già tuffato mentalmente nei mari cristallini di Marzamemi.
È il titolo di un film! – s’intrufola Alessio, detto Alain perché somiglia a Delon, art director e climber accanito, fisico atletico e capelli ricci, neri e folti con un taglio mullet.
Vero!
Esatto!
Certo!
È un film di Francesca Archibugi, a mia madre è piaciuto! – a parlare stavolta è Alice, che frequenta più il paese del web che quello delle meraviglie. È una dei due veterani, ama i film e le serie TV, ha i capelli di una tedesca e il carattere anche.
Masaccio allarga le braccia spazientito: Ragazzi! Mi riferivo alla celebre invocazione di Linus!
Lo conosco, ascolto sempre Deejay chiama Italia! – esclama Jovan, il webmaster, nato in Macedonia e approdato in Italia quando non aveva ancora lo sguardo spiritato e moglie e figli italiani.
Non il DJ! – scandisce Masaccio. Intendevo il Linus dei Peanuts, l’amico di Charlie Brown!
Di Brown conosco solo James! – scherza Manfredi, il graphic producer veterano. Ama l’ironia e la musica dei ’60, è alto un metro e novanta e, oltre al nome regale, ha il volto e la barba ottocenteschi. Tant’è che quando girano un film storico da quelle parti lo assumono come comparsa.
Sax sgrana gli occhi e poggia la destra sulla fronte larga: Ora ricordo! Il Grande Cocomero che sorge dal campo dei cocomeri che giudica più sincero e poi spicca il volo!
Coro unanime: Ohhhh!
Va bene, direi che la riunione è conclusa – fa Giulietta, alzandosi. Buon lavoro a tutti!
E tante cose fresche! – conclude una vocina femminile non meglio identificata.

Questo racconto è frutto dell’invenzione, ogni riferimento a persone e fatti reali è del tutto casuale

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